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Pagine personali di Alberto Casoli


Torrenti minacciosi

Secondo Tempo


Il 25 ottobre 2024, di primo mattino, anzi, poco prima del primo mattino, ma ... veramente ... non pochissimo prima, anzi, ... meglio dire "ancor notte" ... ripercorro il solito tragittto: via Quattro Case, via Fangaglia, poi arrampicata sull'argine del Crostolo trascinando bicicletta e fotocamera, poi ancora pedalando sull'argine alla destra orografica, raggiungo i ponti su Crostolo e Cava, sulla strada tra Cadelbosco di Sotto e S. Savino. La foto riprende la zona dei laghetti di via Campo Ranieri, con una luce accesa nei pressi dell'edificio.


Sull'argine sinistro del cavo Cava fervono lavori notturni.


Proseguo sull'argine destro del àcrostolo per un poco, ma senza trovare motivi di interesse, per cui dopo qualche centinaio di metri giro la bicicletta e ritorno verso l'asfalto.


Ancora uno sguardo verso il letto del Crostolo, e la striscia di terra compresa tra i due corsi d'acqua che si riuniscono poco più avanti.


Veloce trasferimento su strada asfaltata fino alla chiesetta di Villa Seta, passando per il centro di Cadelbosco di Sotto. Nessun segno di allagamento. L'edificio è stato risparmiato, come anche tutti gli altri edifici a lato dellla strada.


Proseguendo per via Ponte Forca, si notano sul lato sinistro i rimasugli di un allagamneto, che tuttavia non è arrivato a ricoprire l'asfalto della strada, rimasto perfettamente pulito. Sul lato destro neppure una pozzanghera.


All'abitato di Ponte Forca, l'acqua deve essere arrivata finio a lambire i cortili, e certamente qualche scantinato sarà stato allagato. L'asfalto della strada tuttavia era, anche qui, perfettamente pulito.


Poco oltre l'abitato di Ponte Forca la situzione è più grave. Le campagne verso via nuova per Seta sono ancora allagate. La strada è anche qui pulita, ma questo dipende anche dal fatto che è rialzata rispetto al piano di campagna. Tutti gli edifici a nord di queta posizione sono stati certamente allagati al piano terra. A questo punto decido che è ora di rientrare, con la speranza di trovare un piatto di polenta calda, che mi asciughi tutta questa umidità.


Raggiungo la provinciale 63 percorrendo via Liuzzi. Qui si vede bene come siano distribuite le pendenze a nord della strada, con quote cresenti da ovest verso est. Lungo il tragitto ho modo di constatare che l'osteria Laghi di Seta, collocata sul lato destro della strada, è stata allagata in modo pesante al piano terra. l'asfalto di via liuzzi si presentava sporco, dando prova di essere stato sommerso dalle acque.


Giunto all'incrociao di via Liuzzi con la provinciale 63, la situazione che trovo è questa: asfalto pulito, e quindi mai sommerso, acqua in abbondanza nelle campagne a nord-ovest, strada sbarrata verso nord. La prudenza non è mai troppa! O forse, ... qualche volta ... sembra quasi che lo sia.



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